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Archive for Febbraio, 2010

PIANETA OGGI TV INFORMA

Domenica, Febbraio 28th, 2010

APPUNTAMENTO IL 7 MARZO 2010 PRESSO IL TEATRO AURORA DI MARGHERA (VE)

CONCERTO IN ONORE DELLE DONNA.

CON IL SOPRANO DOMINIKA ZAMARA
ACCOMPAGNATA AL PIANOFORTE DAL MAESTRO ENRICO DE MORI
CON LA PARTECIPAZIONE DEL TENORE VINCENZO ROSE
E IL BARITONO ALESSIO ARDUINI.

INFO TEL. 041/932421

IN PRIMO PIANO: PAESEAMBIENTE INFORMA

Sabato, Febbraio 27th, 2010

Comunicato del 27 febbraio 2010

Cava Morganella: una bomba ad orologeria minaccia le falde acquifere. Fermialmola!

Conferenza a Ponzano Veneto – Lunedi’ 1 Marzo 2010 – h.20.45

Paeseambiente il 1 marzo organizza una conferenza per dire tutta la verità sulla cava più profonda d’Italia.

Gli attivisti di Paeseambiente, che per primi hanno sollevato forti critiche sul progetto della Cava Morganella, sono rimasti molto delusi delle risposte ricevute dai relatori intervenuti all’incontro organizzato la scorsa settimana da ponzanoinfo.

Troppo ancora i punti oscuri del progetto e, soprattutto, molti i dubbi sulle ragioni che hanno consentito ai cavatori Biasuzzi, Grigolin e Calcestruzzi di presentare un progetto di escavazione sottofalda sino alla profondità di 65 metri.

Il pubblico presente ha potuto apprendere dal geologo dei cavatori, Roberto Pedron, che tutti i più importanti e gravi inquinamenti sono avvenuti a causa dei pozzi e che in fin dei conti la cava Morganella altro non è se non un enorme pozzo.

Prontamente Geremia Bonan, responsabile per il settore energia e risorse del Wwf Veneto, ha precisato che in caso di inquinamento è sempre possibile sigillare e isolare un pozzo, tuttavia non ha idea di come si potrebbe isolare una cava di quelle dimensioni. Bonan aveva appena fatto presente che il progetto avrebbe dovuto riguardare la riqualificazione in quanto l’escavazione era terminata.

Invece il progetto si preoccupa in primo luogo di scavare gli otto milioni di ghiaia, poi delle compensazioni e per ultima cosa della riqualifica. “Si potrebbero inquinare in un colpo solo 20 milioni di metri cubi di acqua” ha dichiarato Bonan. “E se questo dovesse accadere, visto che la cava resterebbe in proprietà al Comune di Ponzano, chi la bonificherà?” Si chiede Andrea Zanoni, presidente di Paeseambiente e consigliere comunale di Paese che per fermare il progetto ha presentato interrogazione al Comune di Paese, ha presentato osservazioni alla commissione regionale VIA e ha aiutato i privati a fare osservazioni.

All’incontro era presente anche un altro geologo Umberto Tundo che ha voluto sottolineare che ci troviamo in presenza del bacino acquifero più importante d’Europa e che ai veneti è stato raccomandato di salvaguardare questo patrimonio. “Invece con questa operazione – sottolinea Zanoni – si apprestano a consegnare una bomba ad orologeria alle future generazioni. Il rischio è grave, serve fermare subito un tale scempio”.

Zanoni, candidato alle elezioni regionali nella lista di Italia dei Valori e da sempre impegnato contro gli abusi dei cavatori, ha dichiarato: “La grande assente all’incontro dell’altra sera era la politica, l’unica che veramente decide le sorti di questa e di tutte le cave. Si parla del potere della Regione come se si trattasse di un potere che viene da un altro mondo, come se Venezia fosse su Marte o su Giove, come se a comandare in questo paese extraterrestre ci fosse il partito dei Marziani! E invece gli stessi che si dicono contrari a Ponzano o a Paese fraternizzano giornalmente con chi comanda a Venezia. Ci si dimentica poi che fra un mese questi Marziani potrebbero essere spazzati via semplicemente con una croce sul posto giusto in una cabina elettorale!” Per tenere alta l’attenzione sull’argomento e per dare risposta alle numerose domande scomode che i relatori lo scorso 19 febbraio non hanno voluto dare, Paeseambiente organizza per lunedì 1 marzo, alle ore 20.45, un incontro pubblico presso la Barchessa di Villa Serena a Paderno di Ponzano. Il titolo della serata è: “Cava Morganella: vogliono il buco più profondo d’Italia - fermiamoli!”

Interverranno Andrea Zanoni, l’arch. Umberto Zandigiacomi, presidente di Italia Nostra di Treviso, l’on. Valentino Perin – già deputato della Lega Nord e autore del libro “Veneto lavora e tasi” Seguiranno gli interventi del pubblico. Per info sulla serata: spinademul@alice.it cell.328/5448358.

Visita il nostro sito www.paeseambiente.org

IN PRIMO PIANO LA CRISI

Giovedì, Febbraio 25th, 2010

La scacchiera delle Caste e l’Osceno
di Pino Cabras - Megachip.

I segnali erano già tanti, ma lo scandalo Fastweb, in aggiunta a Bertolaso, è un segnale ancora più forte, per come mette a nudo l’impossibilità di distinguere – in seno alle classi dirigenti italiane – fra imprenditori corsari, mafie in espansione finanziaria, politici e amministrazione pubblica. È un unico groviglio che esce dall’«Osceno», ossia dal fuori scena, dall’occulto. Si gonfia così il turbine che travolgerà la Seconda Repubblica.
Un potere che non si vedeva, che non si sentiva, che non si toccava, che molti non volevano nemmeno raccontare, ma che ora non potranno più ignorare.
Per ora non nasce tuttavia una ribellione morale “spontanea”, non può nascere dal deserto della politica di questi anni, che ha fatto evaporare i partiti. Se ora lo scandalo si sente e se fra un po’ creerà movimenti, sarà “merito” della Grande Crisi economica e finanziaria, che farà certo danni alla società, a intere classi sociali, ai territori più deboli del Paese, ma tempesterà anche il potere, le sue relazioni, il collante delle clientele e delle ruberie.
Anche Tangentopoli emerse in un momento di forte sbandamento economico. Come dice l’economista Joseph Stiglitz «rimane vero che qualsiasi cosa sia insostenibile non è sostenibile per sempre». La fase terminale della Seconda Repubblica è una di quelle cose insostenibili.
È una regola di valore generale, quella di Stiglitz. In ogni paese, non solo in Italia, l’Osceno rientra in scena, a dispetto degli estremi tentativi di ritardare il rendiconto.
Gli Stati si sono dissanguati per cercare di rinviare gli effetti della crisi, ma gli esiti si annunciano distruttivi. Trilioni di dollari e di euro creati dal nulla hanno rallentato l’avvitarsi «sistemico» della crisi finanziaria globale, ma si tratta di una dilazione che avrà costi immensi, intanto che non si è risolto nessun problema strutturale. Di certo quei rimedi non sono ripetibili. La crisi si scongela e percola. La bolla del disavanzo è lì per scoppiare, e lo farà rendendo gli Stati incapaci di adempiere a molti dei loro doveri.
Quei pazzi che sproloquiano di una crisi ormai alle spalle cominceranno ad ammutolire, quando gli occhi e i raid speculativi punteranno verso Stati vicini a fallire, quando vedranno i tassi di disoccupazione impennarsi, quando si profilerà la fine degli ammortizzatori sociali per milioni di famiglie, quando si noterà il crollo repentino delle prestazioni dei servizi pubblici, anche quelli più consolidati, quando le caste militari-industriali saranno le uniche a prosperare, in mezzo all’incapacità di creare percorsi credibili di governance planetaria. Tutte tendenze già in atto, del resto.
Le banche – al di là e al di qua dell’Atlantico - hanno ripreso la loro corsa, ma questa sarà breve, di fronte alle scadenze ravvicinate dell’enorme bolla del debito.
La vicenda della Grecia è un banco di prova fondamentale per cercare di capire cosa si prepara per tutti noi. Ora però è difficile comprendere, perché le notizie filtrate dagli organi di informazione mainstream perlopiù mentono. Se non fosse così, nessuno oserebbe dire ancora che “il peggio è passato”.
In Italia la bolla della propaganda del sistema berlusconiano - che ha cooptato di fatto gran parte della presunta opposizione - ha potuto reggere corrompendo il bilancio. Ma la conosciamo, non è il caso di insistervi troppo su questa pagina.
Non è un problema solo nostrano. Ovunque la propaganda dei governi ha manipolato e dominato oltre ogni ragionevolezza l’interpretazione dei dati della Grande Crisi. Come funziona questa strana propaganda?
Il gruppo di analisti di Europe2020 fa notare ad esempio che Barack Obama ha fatto il suo solito figurone retorico quando ha dichiarato la sua ferma intenzione di “ridurre la dipendenza americana dal

debito”, ma lo ha fatto mentre intanto autorizzava un aumento senza precedenti del tetto del debito USA (da 1900 miliardi di dollari a 14300 miliardi di dollari). Un divario pazzesco tra il dire e il fare: ma questo è il marchio di fabbrica di Obama, in ogni campo. Funziona? Sì e no. L’imprinting informativo dura, ma intanto Obama è molto impopolare.
Che dire allora di Nicolas Sarkozy, il quale nientemeno “prevede” una caduta nella disoccupazione francese? La realtà è che il rebus per le relazioni industriali d’Oltralpe è semplicemente terribile: come gestire un milione di persone che nel 2010 non avranno più sussidi sociali per via della perdita di posti di lavoro. E anche Sarko è impopolare.
Pure in Gran Bretagna la realtà vera non ha ancora bussato bene dalle parti del discorso pubblico. Il fatto è che a maggio si vota. Così come è accaduto in Grecia, il popolo non può sapere la verità prima delle elezioni. Oggi, mentre i giornali della City bacchettano l’Euro per la crisi greca, nascondono il fatto che a Londra cova una crisi dieci volte più catastrofica. A urne aperte, o forse anche prima, l’Osceno tornerà in scena, anche lì.
La Cina, per affogare le sue contraddizioni grandi come un continente, ha ingrandito la torta del suo PIL di un altro 10% in un anno, ma ha gonfiato una bolla di credito difficilissima da controllare, specie nel settore immobiliare, mentre si profila una classica crisi da sovrapproduzione. L’Osceno è una realtà tuttavia più dinamica, a Pechino.
Cosa nascondono dunque gli scricchiolii italiani, oltre a un paese in declino? A cosa prelude la drammatica crisi greca?
In realtà sono manifestazioni di una crisi sistemica più vasta. Sono gli alberi che nascondo una foresta di debiti assai più pericolosi (in USA e UK) e sono anche il primo passo di una nuova fase calante dell’economia mondiale a guida USA.
I leader del club anglosassone e i loro media tentano di indebolire l’attrattiva della zona euro nel momento in cui USA e UK hanno sempre più difficoltà ad attirare i capitali senza i quali crollerebbero, visto il sostrato paurosamente deteriorato delle loro economie. Sperano - ecco i due piccioni con una fava - che il Fondo Monetario Internazionale, in mano loro, arrivi a gestire qualcosa nell’Eurozona, dove ora non hanno presa. Magari ci riescono con un vecchio asset di Goldman Sachs come Mario Draghi.
Ogni casta cercherà una via d’uscita o una fuga in avanti, seguendo le ideologie e i rapporti sociali e di potere che la sostengono. In Italia la Casta gelatinosa appare in crisi. Berlusconi mette ancora in campo l’opzione piduista dell’eversione costituzionale. Perciò e pericoloso e va fermato.
Altrove le insidie sono diverse. Crescono le tensioni di fondo del grande gioco che dal Medio Oriente porta in Cina. Crescono cioè le chance per le caste militariste. L’aumento della tensione retorica intorno all’Iran va in quella direzione. Il rischio di fondo di una guerra di vaste proporzioni si scava nicchie sempre più comode. E anche questo pericolo andrà fermato.

25 Febbraio 2010

http://www.megachipdue.info/component/content/article/42-in-evidenza/2882-la-scacchiera-delle-caste-e-losceno.html

NOTIZIARIO OIPA ONLUS

Giovedì, Febbraio 25th, 2010

NEWSLETTER OIPA DEL 25 FEBBRAIO 2010

CHIEDIAMO AGLI STATI UNITI DI FERMARE L’EUTANASIA DI CANI E GATTI

Ogni anno circa 8 milioni di cani e gatti entrano nei sovraffollati canili americani dove poi troveranno la morte. I contribuenti americani, tramite le tasse, finanziano la cattura, l’alloggio, ed in caso che non ci sia adozione, l’eutanasia di animali randagi o indesiderati. La maggior parte di questi cani e gatti perdono la loro vita perché non ci sono case disposte ad accoglierli. Le statistiche sono impressionanti, negli USA, i rifugi per animali spendono circa 2 miliardi di dollari dei contribuenti per accogliere, ospitare e poi sopprimere gli animali indesiderati. In base ai dati della HSUS, sono 4 milioni i cani e i gatti che vengono soppressi negli Stati Uniti. Questo avviene ogni anno. Spesso si tratta di cuccioli di animali domestici non sterilizzati.

I metodi di soppressione, quali iniezioni o camere a gas o di decompressione, variano da Stato a Stato, come anche la normativa in materia.

L’OIPA lancia un appello a tutti i governatori americani per chiedere loro di aiutare a porre fine alla crudeltà e sostenere misure per creare una comunità NO KILL. Servono leggi a sostegno delle sterilizzazioni e, invece di destinare fondi all’eutanasia, questi devono essere usati per sostenere la vita. Uccidere milioni di animali oltre ad essere crudele non risolve mai il problema, fino a quando gli animali continueranno a riprodursi in modo incontrollato, sarà un ciclo senza fine.

Invia la lettera di protesta alla pagina http://www.oipaitalia.com/randagismo/appelli/usa.html

APPELLO OIPA CATANIA: 20 GATTI DA ACCUDIRE

Il disagio degli animali spesso nasconde il disagio di uomini e donne che, nel disinteresse generale, trascorrono una vita di stenti e di privazioni. E’ il caso della Sig.ra Spinoso, una donna ottantenne, senza parenti, abbandonata al suo destino. Il caso ci è stato segnalato da una vicina. Ma andiamo per ordine.
La Sig.ra Spinoso viene travolta per strada da uno scooter e finisce in ospedale dove viene operata alla caviglia ed ingessata. Normale routine, tranne che per un dettaglio: la Sig.ra vive con 20 gatti i quali, senza le amorevoli cure di una vicina, la Sig.ra Fiorito, sarebbero rimasti senza cibo né acqua per 1 mese.

La Sig.ra Fiorito contatta l’Ufficio Diritti Animali di Catania che, pur comprendendo la situazione, afferma di non poter intervenire trattandosi di gatti di proprietà. Tra rimpalli e scaricabarili, la Sig.ra Fiorito contatta la sezione OIPA di Catania, lanciando un accorato appello: anche lei, settantenne e pensionata, non riesce più a far fronte all’emergenza, sia in termini di impegno quotidiano per la cura e la pulizia dei gatti sia in termini economici per l’acquisto di cibo, acqua e lettiera.

Ci siamo attivati subito effettuando un sopralluogo: i 20 gatti, timorosi e timidissimi, versano in buone condizioni di salute e la Sig.ra Fiorito li accudisce giornalmente con affetto e dedizione. Abbiamo già consegnato una fornitura di lettiera e cibo per i 20 micioni ma l’emergenza si protrarrà per ben 2 mesi. La Sig.ra Spinoso,infatti, tra degenza post operatoria e riabilitazione, rientrerà nella sua casa tra i suoi gatti a fine Aprile. Sino a quella data ci siamo impegnati a prenderci cura di questa colonia ma anche dell’anziana pensionata che, per amore dei suoi gatti, si priva anche dei beni di prima necessità. Ma abbiamo bisogno anche noi dell’aiuto di tutti voi perché la nostra sezione, che già accudisce e sfama molte colonie feline, non riesce a fronteggiare questa emergenza senza la solidarietà di tutti gli amici degli animali.

Vi ringraziamo anticipatamente per le donazioni che elargirete per i gatti di Catania e ci impegniamo ad aggiornarvi sugli sviluppi di questa triste vicenda dove il dramma della solitudine e dell’abbandono non è soltanto quello dei gatti ma anche di una donna sola a cui i servizi sociali hanno saputo rispondere soltanto “…spiacenti, non abbiamo soldi”. Questa è Catania, questo è il Sud Italia, questa è la cinica indifferenza degli uomini. Grazie a tutti.

Tiziana Genovese, delegata OIPA Catania

Info su come sostenere i gatti di Catania alla pagina http://www.oipaitalia.com/sezioni/catania_gatti.html

IMMINENTE IL TRASFERIMENTO DELL’ORSA JURKA

Segnalazione dell’associazione No alla Caccia www.no-alla-caccia.org

“Siamo felicissimi di informare tutti gli amici degli animali che finalmente si sta concretizzando il trasferimento dell’orsa Jurka, dall’attuale recinto del Casteller, situato sulla collina sopra Trento, al Parco ancora in costruzione della Fondazione Tedesca per Lupi ed Orsi, che si chiama Alternativer Wolf- und Bärenpark Schwarzwald Bad Rippoldsau-Schapbach, in Germania. Giovedi 4 marzo alle ore 10.00, presso il palazzo comunale di Shapbach nel Baden - Wurttemberg in Germania, verrà presentato ufficialmente il progetto del trasferimento di Jurka da parte della Fondazione tedesca che ha già realizzato con successo un analogo parco in Germania, a Worbis, dove convivono in perfetta armonia ben 11 orsi e 6 lupi.

Ricordiamo, che Jurka era un’orsa libera prima di venire catturata e trasferita in Italia dalla Slovenia, per prendere parte, suo malgrado, al progetto di ripopolazione degli orsi nel Trentino, chiamato Life Ursus. Jurka da allora ha ottemperato a tutte le richieste che le sono state rivolte dall’uomo: si è ambientata in un ambiente nuovo ed estraneo, si è riprodotta come nessun altra orsa del progetto, è stata una mamma premurosa, non ha mai aggredito un essere umano. L’unico fatale errore che ha commesso è stato quello di fidarsi dell’uomo, che in un primo momento, l’ha incoraggiata ad avvicinarsi ai centri abitati, offrendole del cibo. Allora era considerata un allettante attrazione turistica, la sua presenza faceva folclore. Lo stesso uomo che poi ha additato lei ed i suoi figli come dei terribili mostri assetati di sangue, quando ormai la loro presenza per la ricerca di cibo era diventata costante. Fino all’emissione della sentenza definitiva: ergastolo!

Jurka grazie allo sforzo del Presidente della Fondazione Tedesca, Rüdiger Schmidel e del Presidente della nostra Associazione, congiuntamente a tutte le persone che a vario titolo in questi anni hanno contribuito a mantenere vivo l’interesse per la sorte di questo splendido animale, anche semplicemente firmando la petizione, potrà riassaporare una parvenza di libertà”.

Leggi la notizia alla pagina http://www.oipaitalia.com/caccia/notizie/jurka-trasferimento.html

Ricordati di firmare tutti gli altri appelli e le petizioni delle campagne OIPA sul sito www.appelliperglianimali.it

Bastano pochi minuti che possono essere sufficienti per contribuire a salvare la vita di molti animali!

Dona il 5 per mille all’OIPA!

Basta apporre la tua firma nella casella “Sostegno delle organizzazioni non lucrative…” e indicare unicamente il codice fiscale dell’OIPA che è 97229260159

Silvia Premoli
Capo Ufficio Stampa OIPA Italia Onlus
ufficiostampa@oipaitalia.com
Cell. 320 4056710

OIPA Italia Onlus
Organizzazione Internazionale Protezione Animali
ONG affiliata al Dipartimento della Pubblica Informazione dell’ONU
Associazione riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente
(DM del 1/8/2007 pubblicato sulla G.U. n. 196 del 24/8/2007)
via Passerini 18 - 20162 Milano - Tel. 02 6427882 Fax 02 99980650
info@oipaitalia.com - www.oipaitalia.com

ANDREA ZANONI COMUNICATO STAMPA

Giovedì, Febbraio 25th, 2010

Comunicato Stampa del 25 febbraio 2010

Dimensionamento scuole di Paese: l’Idv sostiene le posizioni della Cisl

Per Andrea Zanoni (Idv) è mancato il coinvolgimento delle parti coinvolte: “E’ un progetto che parte con il piede sbagliato e qualcuno potrebbe impugnarlo al TAR”

Sul dimensionamento delle scuole di Paese, deliberata dalla Regione Veneto, su proposta dell’amministrazione comunale, Andrea Zanoni, capogruppo in consiglio comunale dell’Italia del Valori, concorda con le posizioni espresse dalla Cisl Scuola Treviso che si è dichiarata in totale disaccordo con l’operazione che vede l’accorpamento delle scuole sotto un’unica direzione che dovrà cosi’ gestire addirittura 2000 alunni.

Zanoni a suo tempo aveva già avuto modo di manifestare contrarietà al progetto. Ora torna ad evidenziare l’inaccettabile mancanza di coinvolgimento delle parti interessate, in particolare insegnanti e genitori, per non parlare poi della totale esclusione dal dibattito delle opposizioni.

“E’ un’iniziativa che ci trova in totale disaccordo – afferma Zanoni – perché riteniamo inaccettabile che una tale decisione sia stata presa senza il necessario confronto. E’ un’operazione partita con il piede sbagliato, perché senza il coinvolgimento si rischia davvero di fare un buco nell’acqua. Non escludo che chi è stato colpito da queste decisioni calate dall’alto possa ricorrere ai giudici veneziani impugnando la delibera al TAR del Veneto”.

Internet: www.andreazanoni.it – Email: zanoni@ecorete.it - Email
segreteria: staff.zanoni@gmail.com – Cell. 347/9385856 - Cell.
Segreteria 331/1669277 - Facebook: zanoni-andrea@libero.it - Youtube:
Andrea Zanoni

ANDREA ZANONI ECORETE INFORMA

Mercoledì, Febbraio 24th, 2010

Conferenza

“CACCIA SPORCA”

a Treviso e dintorni

ODERZO

Sala concerti di Palazzo Moro in Via Garibaldi

(Vicino al municipio)

Giovedi 25 febbraio 2010 ore 21.00

Interverranno:

Renzo Rizzon - Presidente di Amica Terra di Gaiarine

Massimo Vitturi - Responsabile Nazionale del Settore Fauna della LAV Lega Antivivisezione

Andrea Zanoni - Presidente della LAC Lega Abolizione Caccia del Veneto

Chi ha autorizzato la caccia ai cuccioli di Capriolo a Treviso?
Chi sono i condannati condannato a 8 e a 9 mesi e un anno di interdizione dai pubblici uffici per i reati di falso ideologico e abuso in atti di ufficio, per aver rilasciato illegalmente la licenza di caccia al sindaco di Treviso Gobbo ed al presidente della provincia Muraro?
Chi ha autorizzato a Treviso l’uccisione di uccelli in periodo primaverile con i piccoli nel nido?

Durante la conferenza verrà data risposta a queste e a molte altre domande.

Lega Abolizione Caccia Sez. Veneto - Cell. 347/9385856 web www.lacveneto.it email lacveneto@ecorete.it

Visita il ns. sito: www.lacveneto.it

Se non si desidera ricevere posta da questo indirizzo rispondere
con “RIMUOVI” nell’oggetto.

Se ti interessa l’ambiente che ti circonda visita www.paeseambiente.org

GIULIETTO CHIESA - PANDORA TV

Mercoledì, Febbraio 24th, 2010

A lezione dal Mossad
Scritto da Giulietto Chiesa - 21 Febbraio 2010

Quante volte, discutendo dell’11 settembre, mi sono sentito rivolgere domande sul funzionamento dei servizi segreti e sulla loro possibile connessione con attentati terroristici. Ogni volta è difficile spiegare a pubblici inesperti come funzionano le cose. Non ne capiscono un acca nemmeno molti giornalisti. I quali, infatti, da anni corrono dietro ad al-Qa’ida, che è la sigla, il logo, che non ha dietro un bel niente se non le capacità inventive della CIA, del Mossad e dell’MI-5.
Non ne capisce molto nemmeno quel degno e ammirevole intellettuale critico che si chiama Noam Chomsky, figuriamoci.
Per questo scrivo questa postilla alle istruttive rivelazioni che emergono dallo scandalo dell’assassinio, in Dubai, di Mahmoud Al-Mabhouh, uno dei principali dirigenti dell’ala militare di Hamas.
In scena, ovviamente, il Mossad, ma la firma non la si troverà mai. Gl’imbecilli che continuano a pensare che i complotti non esistono, non possono ovviamente capire un mondo dove il complotto è diventato la regola generale, inclusa la finanza e l’economia. Ma basta dare un’occhiata nel mucchio delle cose che si vedono, per capire come funzionano queste operazioni. Lasciamo stare i passaporti veri, rubati, con le foto false. A parte il fatto che il trucco ricorda da vicino quello che venne usato per rivelare le identità dei 19 terroristi presunti dell’11 settembre: questo è l’abc delle spie. Ma guarda invece chi ha partecipato all’operazione in Dubai.
Nota 1 – Il Mossad è imbottito di agenti arabi. Così come di ogni altra nazionalità immaginabile, in ogni scenario. Ma questo è solo il primo strato. Ce ne sono molti altri. Per esempio nelle indagini in Dubai sono incappati due ex funzionari della polizia politica palestinese (Ahmad Hasnain e Awar Shekhaiber). Nota l’”ex”. Lo erano. Adesso sono businessmen in Giordania. Si fa sempre così. E’ la forma di outsourcing dei servizi segreti. Comunque sappiamo che il Mossad ha suoi uomini direttamente nei gangli vitali dell’Autorità Nazionale Palestinese di Abu Mazen. La quale è interamente al soldo della CIA. Si chiama infiltrazione. E poi andate a chiede ad Hamas di fare pace con Al Fatah: se vi ridono in faccia è perché sono gentili.
Nota 2 - Ma non penserete mica che il Mossad abbia le sue mani così corte da fermarsi agli amici degli amici! Infatti ha infiltrati anche dentro Hamas. E’ finito in carcere, in Siria, uno dei più vicini consiglieri di Khaled Mashaal, il capo di Hamas. L’accusa è di essere stato la talpa per liquidare Mahmoud Al Mabhouh.
Nota 3 (storica) – A parte lo stranissimo “anarchico” Gianfranco Bertoli - che tirò la bomba contro la folla che stazionava attorno alla Questura di Milano dopo il passaggio dell’allora premier Mariano Rumor - (“anarchico” proveniente da un kibbutz israeliano, ex agente - per ammissione esplicita di Niccolò Pollari – prima del SIFAR e poi del SID) torna alla mente la rivelazione che Giovanni Galloni, stretto collaboratore di Aldo Moro, fece dopo l’assassinio dello statista democristiano. Sono le parole pronunciate da Aldo Moro in persona prima di essere rapito e ucciso: “La mia preoccupazione è questa: che io so per certa la notizia che i servizi segreti, sia americani che israeliani, hanno infiltrati nelle Brigate Rosse, ma noi non siamo stati avvertiti di questo, sennò i covi li avremmo trovati”.
Lo ricordo perché tutti (in particolare i più giovani) si guardino dalle sciocchezze che circolano e non mi chiedano più se io penso che CIA e Mossad avessero infiltrati nei gruppi terroristici che parteciparono all’11 settembre. Certo che li avevano! E che li hanno! Dunque ogni volta che un attentato produce morte e paura ricordatevelo sempre: loro come minimo sapevano, come massimo hanno partecipato. La percentuale azionaria varia da caso a caso.

MONTEPULCIANO INFORMA

Mercoledì, Febbraio 24th, 2010

COMUNE DI MONTEPULCIANO

Il Consiglio comunale è convocato, in seduta ordinaria, per il 27-02-2010

alle ore 9:00, presso la sala consiliare, per la trattazione degli argomenti posti al

seguente

ORDINE DEL GIORNO

1. COMUNICAZIONI DEL SINDACO E DEGLI ASSESSORI- INTERROGAZIONI ED

INTERPELLANZE

2.

Affidamento alla Associazione Strada del Vino Nobile di Montepulciano della gestione

dell’attività di informazioni turistiche con l’apertura al pubblico dell’Ufficio Informazioni

Turistiche per l’anno 2010 - Approvazione schema di convenzione.

3. CONVEZIONE PER LA GESTIONE DELL’UFFICIO ASSOCIATO RELAZIONI

SINDACALI - APPROVAZIONE

4.

CONVENZIONE CON IL CONSORZIO DEL VINO NOBILE PER DEFINIRE I RAPPORTI

FINALIZZATI ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO E ALLA GESTIONE E USO

DEGLI SPAZI DELLA FORTEZZA MEDICEA DI MONTEPULCIANO

5. ISTITUZIONE CONSULTA COMUNALE DEL VOLONTARIATO DI PROTEZIONE

CIVILE - APPROVAZIONE REGOLAMENTO

6. SOCIETA’ MONTEPULCIANO SERVIZI SRL - AFFIDAMENTO FUNZIONI INERENTI L

A REALIZZAZIONE DI OPERE PUBBLICHE

7. PIANO DI RECUPERO POGGIO ALLA SALA - VARIANTE ALLE NORME TECNICHE DI

ATTUAZIONE

8. PIANO DI RECUPERO BORGO TRE ROSE - DEDUZIONE ALLE OSSERVAZIONI ED

APPROVAZIONE AI SENSI DELLA L.R. 1 / ‘05

9. REGOLAMENTO EDILIZIO COMUNALE - NORME SULL’ EDILIZIA SOSTENIBILE -

INTEGRAZIONE ALL’ART. 12

10. ORDINE DEL GIORNO PROPOSTO DAL GRUPPO PDL SU FATTI ACCADUTI IN IRAN

ALL’AMBASCIATA ITALIANA A TEHERAN

IL PRESIDENTE DEL

CONSIGLIO COMUNALE

(Lorenzo Bui)

ANTINUCLEARE AD ORISTANO

Mercoledì, Febbraio 24th, 2010

Sant’Elpidio a Mare, 15 febbraio 2010

Alla c.a. Sindaco Città di Oristano
Dott.ssa Angela Nonnis

Gent.le dott.ssa Nonnis,
le scrivo a fronte della sua presa di posizione contro il nucleare nell’auspicio che a distanza di alcuni mesi la sua battaglia non abbia trovato ostacoli insormontabili.
Mai come in questo momento c’è da sostenere ogni forma di energia rinnovabile a salvaguardia del nostro martoriato pianeta.
La Sardegna, così come la mia regione, la Sicilia, è una terra illuminata costantemente dal sole, ed è esattamente nella direzione dell’energia solare (così come per quanto riguarda l’eolico, il fotovoltaico o le biomasse) che dobbiamo dirigere i nostri sforzi.
In caso contrario ci faremo carico di responsabilità gravissime nei confronti dei nostri figli ai quali consegneremo un mondo contaminato a morte che attraverso le forze della natura si ribellerà contro gli esseri umani.
Auguro a lei e a chi la sostiene in questa scelta di vita di non piegarsi mai a diktat che possono provenire dalla sua stessa area politica.
Così come ho scritto nel giornale che dirigo il futuro della nostra terra non può dipendere da partiti che nel nome del profitto mettono a rischio la nostra vita.
La ringrazio dell’attenzione e le auguro di cuore un buon lavoro.

Giorgio Bongiovanni
Direttore ANTIMAFIADuemila

NUCLEARE: SINDACO ORISTANO, FORSE POVERI MA NON IN VENDITA

(ANSA) - ORISTANO, 23 DIC - “Saremo anche morti di fame, ma siamo attaccati a questo territorio e non siamo disposti a svilirlo col nucleare in cambio di quattro denari”. Il sindaco di Oristano Angela Nonnis usa parole forti per ribadire il suo no alla costruzione di centrali nucleari non solo nell’oristanese ma in tutta la Sardegna. Lo ha fatto nel corso di una breve conferenza stampa durante la quale ha ricordato che il Consiglio comunale ha già approvato lo scorso mese di giugno una motivata mozione urgente che dichiarava la non disponibilità ad accettare impianti nucleari e siti di stoccaggio di rifiuti radioattivi nel proprio territorio. “Oristano ha già fatto una scelta precisa per lo sviluppo delle energie alternative, eolico, fotovoltaico e biomasse”, ha chiarito il sindaco annunciando passi formali nei confronti della Regione e del Governo nazionale. (ANSA).
E10-CT/ S41 S04 QBXQ

GIULIETTO CHIESA

Mercoledì, Febbraio 24th, 2010

I padroni del mondo si assolvono
di Giulietto Chiesa

L’inchiesta sulla crisi finanziaria si arena fra i silenzi dei farabutti che hanno provocato il disastro.
Un funzionario tra quelli incaricati di trattare con loro qualche percento in meno delle loro prebende, si è lasciato scappare – essendo stato a contatto con loro - «è gente che pensa di vivere in un altro pianeta».
Chiedo scusa in anticipo: non sono un economista. Mi è già accaduto in passato di affrontare questioni economiche pur non essendo una specialista. L’ho fatto perché certe cose si vedono anche senza essere uno specialista e uno come me si chiede come sia possibile che la collettività non le veda o, vedendole, non si chieda cosa sta succedendo e cosa potrà succedere se non si pone rimedio. Io credo che non si vedano perché la società dello spettacolo in cui siamo a bagnomaria dalla nostra nascita ci impedisce ormai di capire. Fine della parentesi.
E veniamo al dunque. All’inizio di gennaio 2010, ormai due anni dopo l’esplosione della più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni, la “Commissione d’Inchiesta sulla Crisi finanziaria” (Financial Crisis Inquiry Commission) ha cominciato i suoi lavori dalle parti di Wall Street.
Lo scopo dell’iniziativa dovrebbe essere quello di capire perché è successo il disastro. Qualcosa di simile alla Commissione d’inchiesta che gli storici ricordano con il nome del suo presidente, Pecora, e che lavorò negli anni ‘30 per venire a capo del disastro di allora.
Ricordarlo non è cosa oziosa, perché meno di dieci anni dopo scoppiò la seconda guerra mondiale. Come chiameranno gli storici questa commissione non si sa. Battezziamola Commissione Obama, per comodità.
Cosa sta venendo fuori? Niente. Per spiegare meglio: i banchieri che sono stati chiamati a dare i loro pareri non hanno visto niente o sentito niente.
Paul Krugman, indignato quanto me, che economista non sono, cita in un articolo su «The New York Times» (14/01/2010) , la deposizione di Jamie Dimon, della JP Morgan Chase: «Non c’è da essere sorpresi, accade ogni cinque o sei anni».
Si è dimenticato che il governo americano, cioè i cittadini (ma anche noi europei) hanno dovuto sganciare diversi trilioni di dollari e euro per ripagare i disastri compiti da quelli come lui, e dai governanti che, pagati da quelli come lui, hanno rinunciato a ogni forma di controllo sull’operato di gente come lui. Che quest’anno non ha sicuramente guadagnato meno di dieci milioni di dollari.
Un altro convocato per esprimere pareri, Lloyd Blankfein della Goldman Sachs, ha parlato della crisi come di un uragano che ti capita addosso. Come fare? Non c’è che da pregare Iddio.
Se si riferisce a noi, ha ragione. Ma loro hanno creato la crisi con le loro mani. E hanno costretto il mondo a pagarla, con l’aiuto di Obama. Il quale fino ad ora non ha cambiato una virgola delle regole che questa nuova classe ha scritto, anzi ha cancellato.
Ladri astuti che possono far crollare il tempio se li si chiama a rendere conto.
E adesso poveri noi? Adesso è peggio. Circa 60 miliardi di dollari saranno pagati ai circa 100 mila banchieri americani in premi e prebende per questo appena defunto 2009 che è stato il collasso per i redditi di decine di milioni di persone in America e per centinaia di milioni in tutto il mondo.
La appena citata Goldman Sachs ha pagato ai suoi 28mila dipendenti rimasti, dopo averne licenziati altrettanti, la cifra di 16,7 miliardi di dollari, circa 595 mila dollari a testa. JP Morgan ha fatto più o meno lo stesso con i suoi restanti 25mila addetti, con 11,6 miliardi di dollari complessivi.
La crisi loro non l’hanno vista, e neppure sentita.
Ma c’è anche di meglio. Barack Obama, il riformatore, che ha elargito denaro pubblico per salvare i ladri privati, ha messo in piedi una commissione per verificare quanto continuano a rubare. Una commissione che negozia con loro l’entità dei prossimi furti. In questo caso si tratta specificamente delle sette corporation che sono state tenute in piedi direttamente con i soldi pubblici, cioè stampando altro denaro per ripianare le loro follie.
La commissione si chiama TARP (Troubled Asset Relief Program, cioè Programma per il Salvataggio degli Attivi in Difficoltà). Gli attivi erano in realtà molto passivi, ma lasciamo stare.
Il salvataggio è per i banchieri di sette società che hanno preso i soldi pubblici. E sono, per la curiosità di molti, Chrysler Financial, General Motors, American International Group (AIG), Bank of America, Chrysler, Citigroup, GMAC. Per non perderci nei dettagli, prendiamo soltanto i vertici AIG, che hanno appena pagato 168 milioni di dollari, inclusi i premi di produzione, a un pugno di impiegati della sezione della corporation che si occupava dei Derivati Finanziari, cioè proprio quella che, se non avesse la banca ricevuto un prestito di 180 miliardi di dollari dalla Federal Reserve, “avrebbe trascinato a fondo l’intera finanza mondiale”. («International Herald Tribune», 2-3/01/2010).
Qui sono in discussione, si fa per dire, i redditi individuali delle 25 persone che stanno al vertice di quelle istituzioni private. In tutto si tratta di un pugno di farabutti comprendente 136 nomi. I quali, incuranti di ogni cosa, resistono abbarbicati alle loro montagne di denaro. E, in caso qualcuno volesse farli scendere, anche solo di qualche gradino, minacciano ritorsioni, gridano che se ne andranno altrove, rifiutano ogni compromesso.
Pochi ma potentissimi. Sono loro i veri padroni del mondo. E lo prova il fatto che nessuno ha avuto il coraggio, fino ad ora, di pubblicare l’elenco dei loro nomi sulle prime pagine dei giornali americani. E penso che questi elenchi dovrebbero essere pubblicati sulle prime pagine dei giornali di ogni paese del mondo, perché – anche se non tutti sono stati salvati con iniezioni ricostituenti delle dimensioni stratosferiche di questi ladri americani – tutti si sono salvati con gli stessi meccanismi. Ciascuno a spese dei cittadini di riferimento. Altro che Madoff, il banchiere capro espiatorio che è stato dato in pasto alla curiosità mondiale. Vittima sacrificale, non dirò poveretto perché il termine non gli si addice comunque, perché tutti questi 163, insieme agli altri 99 mila, potessero restare tranquilli al vertice del mondo.
Un funzionario tra quelli incaricati di trattare con loro qualche percento in meno delle loro prebende, si è lasciato scappare – essendo stato a contatto con loro - «è gente che pensa di vivere in un altro pianeta».
Ma la verità è all’opposto: siamo noi che viviamo sul loro pianeta. Ospiti indesiderati. C’è spazio per noi solo in quanto consumatori temporanei dello spettacolo che ci offrono e per il quale dobbiamo pagare il biglietto d’ingresso.

19 Gennaio 2010

Fonte: www.antimafiaduemila.com

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